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La Rhodiola Rosea

La Rhodiola Rosea è molto popolare nella medicina asiatica e dell’Est Europa.
Solo relativamente di recente la medicina ha iniziato ad interessarsi alle sue potenzialità e ai possibili benefici. Soprattutto si ritiene che possa essere un adattogeno vegetale: stimolerebbe il sistema nervoso, e secondo alcuni studi  sarebbe utile per combattere la depressione passeggera stagionale. In passato è stata impiegata per potenziare la prestazione fisica, viene considerata energizzante e previene le vertigini.

Sono stati alcuni ricercatori russi a catalogare la rhodiola rosea come adattogeno per la capacità di aumentare la resistenza ad una serie di fattori di stress fisici, biologici e chimici.

Gli elementi adattogeni

Le piante sono adattogene quando:

  • producono una risposta dell’organismo a fonti di stress;
  • svolgono un’azione fisiologica normalizzante;
  • influenzano le normali funzioni dell’organismo solo nella percentuale e per il tempo necessari a superare una eventuale resistenza ad una reazione non specifica.

Composizione della Rhodiola rosea

– Glicosidi (con aglicone fenipropanoidico): salidroside, tirosolglicoside, glicosidi dell’acido cinnamico di cui il più importante è la rosavidina [cinnamil-O-(6’-O—L-arabinopiranosil)
-D-glucopiranoside
– Glicosidi antrachinonici
– Alcoli aromatici insaturi: tirosolo (p-ossifeniletanolo), alcol cinnamico
– Fitosteroli: betasitosterolo, daucosterolo
– Flavonoidi
– Tannini
– Olio essenziale

La moderna bilbiografia indica la rodiola come adattogena e dimagrante.
Adattogena, cioè sarebbe in grado di aiutare l’organismo ad “adattarsi” (da qui il nome) ai vari cambiamenti fisiologici. Dimagrante in aiuto alle diete alimentari.

La Rhodiola Rosea è un adattogeno?

La Rhodiola Rosea è nota anche come radice d’oro o come radice artica, per via della sua diffusione: questa pianta infatti cresce ad elevate altitudini (3300-5400 m.) su cime di montagna aride e rocciose. Si distinguono circa 200 differenti tipi di Rodiola (R. alterna, R. brevipetiolata, R. crenulata, R. kirilowii, R. quadrifida, R. sachalinensis, and R. sacra) ma la più famosa è sicuramente la Rhodiola Rosea che da circa 35 anni viene studiata, soprattutto in Russia e Scandinavia. E molti studi puntano proprio a definirne le caratteristiche di adattogeno.

Queste sarebbero riconducibili in particolare alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici, quali il salidroside e la rosavidina, la cui struttura chimica ricalca quella della siringina (eleuteroside B), uno dei principi attivi dell’eleuterococco.

Il salidroside determinerebbe anche un effetto anabolico, che aumenta la capacità di concentrazione e il rendimento organico. La rhodiola produce un aumento della concentrazione plasmatica di beta-endorfine in grado di prevenire le variazioni ormonali alla base dello stress.

A questa pianta inoltre viene anche associato un effetto cardioprotettivo: che la tachicardia sia dovuta ad eccessivo sforzo fisico o a situazioni di stress, la Rodiola favorisce il giusto ritmo dei battiti cardiaci migliorando anche la qualità dell’alternarsi sonno-sveglia aiutando a combattere l’insonnia.

La Rhodiola Rosea aiuta il peso corporeo e regola il ciclo

Studi russi hanno anche affermano che la rodiola è una pianta utile nelle diete dimagranti: l’uso infatti stimola alcune lipasi in grado di accelerare la liberazione dei grassi dai tessuti di deposito (lipolisi) per trasformarli in grasso bruno facilmente demolito, cioè “bruciato” per produrre energia.
L’ azione dimagrante sarebbe legata alla capacità della Rodiola di aumentare del 30% circa i livelli di serotonina nel Sistema Nervoso Centrale, sostanza in grado di togliere il desiderio ossessivo di carboidrati e svolgere azione antiansia, riducendo notevolmente la fame nervosa. I glicosidi contenuti nella radice sarebbero pure capaci di incrementare i livelli di dopamina. Se da un lato svolge un’azione sedativa e calmante, dall’altro aiuta anche a combattere la : i glicosidi contenuti nella radice aumentano i livelli di dopamina, sostanza capace di trasmettere al sistema nervoso centrale il senso di sazietà.

Inoltre, agendo come stimolante sul sistema ormonale femminile, la somministrazione di integratori a base di Rodiola è indicata in caso di amenorrea, oltre a migliorare la fertilità (tanto che in Russia veniva regalata raccolta in bouquet alle coppie prima del matrimonio come augurio per la nascita di bambini). In Siberia è considerata tradizionalmente anche un afrodisiaco naturale (e veniva usata come ingrediente per pozioni d’amore).

Studi e ricerche scientifiche

Per anni, e ancora oggi, la rodiola è oggetto di studi che puntano a dimostrare scientificamente queste proprietà. Test in laboratorio ne hanno generalmente dimostrato la capacità di aumentare la resistenza e adattare l’organismo per affrontare fattori di stress fisici, chimici e biologici. In alcuni animali sono stati confermati anche benefici antitumorali e cardio protettivi. Nel test soprannominato “nuoto fino al limite”, la somministrazione di Rhodiola rosea ha aumentato la velocità dei ratti del 135-159%.

Altri esperimenti sulle cavie hanno dimostrato una correlazione tra la somministrazione di Rodiola e il rafforzamento della memoria. Diverse anche le ricerche volte a confermare l’efficacia cardio-protettrice soprattutto in presenza di fenomeni come aritmie.
Ma alcuni studi portano ad una conclusione aggiuntiva: non solo la Rodhiola Rosea sarebbe un utile adattogeno alternativo ad altri ma, in talune circostanze, la sua azione sarebbe unica e insostituibile laddove altri adattogeni sarebbero inefficaci. Questo perché, a differenza di quanto fa ad esempio il ginseng coreano o siberiano, che agisce in modo primario a livello dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surreni), la rodiola rosea opera a livello centrale.

L’azione adattogena, antistress, favorente in generale le capacità di apprendimento e di memoria, da sempre impiegate dalla medicina popolare siberiana, sono state studiate scientificamente con l’impiego di estratti idroalcolici totali in diversi studi, pubblicati su riviste accreditate già negli anni ’70. Tali proprietà sarebbero riconducibili alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici, in particolare il salidroside e la rosavidina, la cui struttura chimica è simile a quella della siringina (eleuteroside B), uno dei principi attivi dell’ eleuterococco. Il salidroside avrebbe mostrato una capacità di rendimento organico.
Sempre secondo questi studi la Rodiola produrrebbe un aumento della concentrazione plasmatica di beta-endorfine che previene le variazioni ormonali indicative dello stress, mostrerebbe un effetto cardioprotettivo e sarebbe in grado di migliorare la resistenza dell’organismo alle tossine

La rodiola rosea non è un medicinale e non ha proprietà curative, tuttavia la sua integrazione può essere di fisiologico aiuto a promuovere il buonumore ed una fisiologica sensazione di benessere nei casi di stress. La rodiola rosea può essere impiegata anche nelle diete dimagranti abbinata ad un sano e variato regime alimentare e a del movimento fisico quotidiano.